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| Tuttle Edizioni |
| Musical! Sex! |
| di Pier Maria Bocchi |
| € 15,00  pp. 96 |
| (i libri di harry)  978-88-96149-11-9 |
| novità: gennaio 2009 |
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IL LIBRO:
La rappresentazione dei sessi nel Musical hollywoodiano
I film musical, in particolare quelli prodotti da e a Hollywood, divulgano una vera e propria ideologia dei sessi. Il Musical, genere di fuga fantasiosa per eccellenza, è una sorprendente macchina industriale in grado di distribuire un pensiero (alternativamente egemone o ribelle, conformista o rivoluzionario) sul ruolo che l’uomo e la donna rivestono (o sono chiamati a rivestire) nella società che per Hollywood stessa rappresenta la “meglio società”, quella a cui tutti dovremmo aspirare, quella dalla quale lo spettatore dovrebbe sentirsi attratto. Ma la società del cinema musical hollywoodiano non è (quasi) mai quella vera: i sessi che vi partecipano rappresentano dunque l’immagine levigata, ripulita e ortodossa della realtà e contemporanamente (e sotto sotto) l’immaginario astuto che la modernità e il progresso dovrebbero garantire e che per svariate ragioni (tradizionalismo, censura, inesperienza, paura) non ci possiamo permettere.
Da Fred Astaire e Ginger Rogers al John Travolta di La febbre del sabato sera, da Un americano a Parigi a Mamma mia!, il Musical hollywoodiano offre un vero e proprio discorso sui sessi che il pubblico è invitato con forza e colore ad assorbire, elaborare e, ove possibile, mettere in pratica. Guardando un film musical, l’identificazione è obbligata, sovente camuffata e ingannevole, quando va bene propositiva e nuova. Dai film dove si diffonde apertamente l’idea classica e canonica della coppia e dell’amore eterosessuali, a quelli dove invece il polimorfismo dei rapporti è sinonimo di libertà (più spesso agognata che conquistata), nel cinema all talking, all singing, all dancing il canto e il ballo suggeriscono sempre una condizione, un’identità, un sentimento. Attraverso le epoche, le mode e i mercati, Hollywood fa del Musical uno specchio perfetto del sentire e del vedere la realtà; e al pari dell’Horror, nei suoi esempi migliori funge da catalizzatore per le tensioni centrifughe di spettatori desiderosi di evadere da un presente fin troppo opprimente, dapprincipio soltanto con la fantasia, poi, ci si augura, con mezzi ben più pragmatici.
E il sesso? Nel cinema musical esso è o costantemente evocato, o perentoriamente detto, o sfacciatamente fatto: ad ogni modo, si tratta di una componente essenziale, sine qua non da intuire o da vedere, senza la quale il Musical stesso forse non esisterebbe neppure. Questo libro intende aiutare a capirlo.
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L’AUTORE:
Pier Maria Bocchi è critico cinematografico. Collabora con le riviste “Cineforum” e “Blow Up”. Ha scritto per “FilmTv”, “Nocturno”, “Panoramiche”, “Brancaleone”, “Segnocinema”, per la “Storia del Cinema Italiano” della Scuola Nazionale di Cinema e per numerosi testi collettivi. Tra le sue pubblicazioni, Michael Mann /(Il Castoro), Mauro Bolognini (con Alberto Pezzotta, Il Castoro), Mondo Queer - Cinema e militanza gay (Lindau), Guy Maddin (Bergamo Film Meeting), Agustí Villaronga (Bergamo Film Meeting), Jim Jarmusch - American Samurai (Centro Espressioni Cinematografiche Cinemazero), Claire Denis (con Luca Malavasi, Bergamo Film Meeting). È collaboratore del dizionario dei film “Il Mereghetti”. Ha curato le interviste e le ricerche per il documentario Made in Hong Kong. Dal 2007 fa parte del comitato di selezione del Torino Film Festival.
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