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Non ho l'arma che uccide il leone
di Peppe Dell'Acqua
€ 15,00  pp. 336
(eretica speciale)  978-88-7226-986-2
novità: marzo 2008
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IL LIBRO:
Trent'anni dopo torna la vera storia dei protagonisti del cambiamento nella Trieste di Basaglia e nel manicomio di San Giovanni

Siamo agli inizi degli anni Settanta. Prima a Gorizia, poi nell’ordinato e fiabesco parco sulla collina di San Giovanni che nasconde il manicomio di Trieste, Franco Basaglia inizia a scardinare i cancelli della psichiatria, a liberare – una a una – le persone che vi sono rinchiuse, a cancellare per sempre dai corpi e dalle menti il duplice marchio del “pericolo” e dello “scandalo” che leggi, usanze e costumi conferivano alla follia e ai folli: poveri, pericolosi e scandalosi. Che ricominciano a respirare, a parlare, uscire, camminare, sognare e raccontare i propri sogni, ritornando a essere ciò che sono. Persone, cittadini con un nome, un cognome, un indirizzo, una professione, un conto in banca, uno stato civile, un campo d’azione dove giocarsi un futuro.
                                                                                                                                                                              
L’AUTORE:
Peppe Dell’Acqua, giovane psichiatra arrivato a Trieste, con ardente pazienza e sonnambula coscienza, registra queste voci. E da quell’ascolto prende vita una grande e unica testimonianza, mai sentita prima. Ed ecco che Non ho l’arma che uccide il leone diventa un classico che, come tutti i classici, ha la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto: quell’attimo fuggente e magico in cui viene scritto un pezzo di Storia, dopo il quale niente sarà più come prima.