LA RIVISTA:
Il mensile di Legambiente. Numero 9 Ottobre 2007
In questo numero:
C'è posta per voi
Mobilità sostenibile, sostegno alle rinnvabili e più
fondi per Kyoto. Su La Nuova Ecologia di ottobre, 13 proposte da
spedire a governo e parlamento. Per costruire una Finanziaria amica del
clima/
Autunno frizzante
Arrivano le primarie del Pd, a cui si aggiunge la "Lista civica
nazionale" di Beppe Grillo. E il 20 ottobre la sinistra radicale scende
in piazza. Noi invece proponiamo gli emendamenti amici del clima per la
Finanziaria/IL MENSILE
L'EDITORIALE di Marco Fratoddi
Temevo di annoiarmi quest’anno (chi non ci crede vada a
rileggersi l’editoriale di gennaio). Invece guardate che autunno
vivace. A metà mese, in mancanza di elezioni “vere”,
arrivano quelle del Pd che richiamano l’attenzione anche di chi
guarda dall’esterno a questa (nuova) formazione politica. Le
strade, intanto, sono tappezzate dai manifesti della “Lista
civica nazionale” con cui Beppe Grillo, bontà sua, ha
deciso di risanare il paese. E il 20 ottobre la sinistra radicale, con
o senza ministri, si prepara a scendere in piazza per raccontare al
governo (di cui fa parte) quale Finanziaria vorrebbe: un contributo
alla discussione, ovviamente al di sopra delle parti politiche, lo
diamo anche noi con il sondaggio sugli “emendamenti amici del
clima” che pubblichiamo a pag. 15. Chi manca all’appello?
Le forze del centrodestra che meditano di bissare la manifestazione
dello scorso anno nella speranza che, prima o poi, Prodi molli la
presa.
Nell’aria c’è fame di competizione elettorale, quasi
una forma di astinenza dall’urna, che si proietta in una specie
di tornata virtuale a base di sondaggi, comizi, puntate di
Ballarò, riunioni a palazzo Chigi, passaggi sul Tg. È un
sintomo di vivacità intellettuale, non c’è dubbio,
a conferma che la società politica non ha il diagramma piatto,
anzi è forte e robusta, sempre pronta a rigenerarsi come in
un’eterna primavera. Ma c’è anche un paradosso
dietro tutto questo, un germe d’instabilità che ci fa
sentire sempre in attesa di un paese migliore che arriverà dopo
la prossima riforma elettorale.
Ho incontrato un’amica maestra, subito dopo le vacanze, che non
vedevo da quattro ministri della Pubblica istruzione fa (pensateci, in
fondo non andiamo troppo lontano). Mi ha raccontato il lavoro che sta
portando avanti in un campo rom alla periferia di Roma. Insieme a lei
agisce un gruppetto di volontari: «Sono l’unica certezza
che ho avuto in questi anni», mi ha detto. Ho l’impressione
che siano in molti a pensarla in questa maniera e temo che ci
vorrà del tempo prima che la mia amica cambi idea. Forse
l’antipolitica, più che la piazza del V-Day, è
questo senso di autosuficienza, allo stesso tempo sana e malata, che
sta maturando nella società italiana.
Intanto sfogliamoci questo numero de La Nuova Ecologia. Anche noi siamo
in una fase di cambiamento: ci siamo interrogati sulla funzione di una
rivista ambientalista in un periodo nel quale di ambiente ormai parlano
tutti. E abbiamo capito, anche attraverso la testimonianza di alcuni
lettori, che mai come ora c’è bisogno di una testata che
aiuti a guardare avanti, a proporre un’idea vincente di paese e
dei modelli di comportamento che facciano uscire l’ambientalismo
dal circuito delle utopie. Tutto questo ci fa sentire più utili.
E in sintonia con l’”altro progresso”, del quale
parla il documento congressuale di Legambiente, che non confonde lo
sviluppo con l’aumento dei consumi.
Ps. tre nuovi rubrichisti ci accompagnano dallo scorso numero: il
climatologo Vincenzo Artale, Fabio Renzi che racconta le esperienze
della soft economy e Alberto Zoratti che segue il commercio equo.
Grazie in anticipo per il contributo che daranno alla nostra rilessione
collettiva |