 |
|
| Zona |
| La
poesia per musica di Fabrizio De andrè |
| di
Lisa Tibaldi |
| €
16,00, pag. 160 |
| 88-89702-18-4 |
| acquista |
|
IL LIBRO:
Le canzoni
di De André analizzate come vere e proprie poesie del
Novecento italiano, un'indagine concentrata sull'umanità
dell'autore e dei testi, sui temi e i sentimenti più forti:
la necessità dell'amore, l'incombenza della morte, la
ricerca di Dio.
Introduzione
La musica leggera italiana, dalle sue origini fino ad ora, ha
conosciuto trasformazioni continue, metamorfosi e innovazioni del
linguaggio, dei supporti, dei contenuti, dei destinatari. Come ogni
arte è specchio e serbatoio inestinguibile di informazioni
sull’uomo e sul suo pensiero in evoluzione. Fabrizio De
André è parte integrante di questo contesto e,
proprio in tale ambito, la sua opera offre il meglio di sé.
L’inizio della sua attività si colloca nei primi
anni Sessanta e il successo lo accompagna fin dai primi passi. Negli
anni Settanta e Ottanta riceve riconoscimenti sempre più
importanti e nel decennio successivo il lavoro viene interrotto dalla
morte. Lascia, come ultimo intervento, un album scritto e pubblicato
nel 1996, dalla critica considerato il punto più alto da lui
toccato fino a quel momento. Un’evoluzione continua, dunque,
riscontrabile sia nell’espressione musicale sia
nell’espressione testuale. L’esordio di Fabrizio De
André come cantante coincide con un periodo di palpabile
fermento nel mondo della musica e nella società italiana. A
questa fase di rinnovamento egli partecipa attivamente, muovendo la sua
personale ricerca in direzione di nuovi contenuti e nuove forme. La
finalità di De André e di altri cantautori
è accompagnare alla musica una maggiore
profondità testuale, una varietà di argomenti
“alti” e “altri” rispetto alla
tradizione canzonettistica del paese. Ne consegue la
necessità di conformare alle nuove e più
impegnate tematiche un linguaggio e una forma adatta a sostenerne lo
slancio.
Nell’ascoltare le canzoni del cantante genovese ci si accorge
immediatamente della cura che la scelta di ogni parola ha richiesto.
Come nella poesia ogni termine occupa un suo posto specifico (per
significati, musicalità, esigenze metriche o stilistiche),
allo stesso modo, nelle canzoni di De André, la parola
impiegata colma tutto lo spazio a sua disposizione e ha
un’assolutezza che la fa apparire come insostituibile.
L’incontro dell’autore con la poesia non
è, però, immediato.
Mentre la sua musica guadagna in atmosfere e la sua riflessione in
spessore matura anche l’espressione poetica, o meglio, la
poeticità dei suoi versi. Questa poeticità ha
mosso il desiderio di avvicinarsi alle sue canzoni, non più
come semplici ascoltatori ma come critici, utilizzando gli strumenti
tradizionalmente riservati alla più
“classica” analisi testuale. In questa sede,
dunque, le canzoni vengono spogliate della loro veste musicale per
essere messe a nudo e analizzate. L’approccio ai testi messo
in atto è del tutto conforme a quello che si sarebbe
utilizzato di fronte ad una qualsiasi poesia del Novecento italiano,
prevedendo una lettura metrica, stilistica, lessicale, retorica e, non
ultimo, contenutistica dei brani.
Questa proposta di analisi mostra un sentiero percorso nel tentativo di
rimanere in sintonia con le motivazioni che hanno mosso la ricerca del
cantautore. La finalità etica che, sempre, egli ha posto
sullo sfondo delle storie raccontate in musica, è una
caratteristica peculiare della sua produzione artistica e per questo
motivo ho ritenuto di dover riservare una grande attenzione
all’analisi dei temi trattati. Il lavoro si apre con una
presentazione del cantante nella sua dimensione di uomo, alla quale
è intrecciato il percorso artistico che si snoda lungo le
date di pubblicazione dei dischi. Ogni disco è una traccia
in più, utile a definire l’evoluzione del suo
pensiero e a gettare uno sguardo sugli avvenimenti importanti che hanno
contrassegnato, parallelamente, la sua esperienza umana e le
trasformazioni della società in cui ha vissuto.
Gli album sono affrontati nel loro insieme e in una sequenza
strettamente cronologica, anche per poter gettare le basi di quel
percorso trasversale affrontato nei due capitoli successivi. Quattro
decenni di canzoni sono, senza dubbio, un buon repertorio di materiale
e un altrettanto buon punto di partenza per rintracciare possibili
percorsi di studio. Nel grande affresco che rappresenta
l’intera opera del cantautore è possibile
individuare un tema dominante. L’indagine di De
André è tutta concentrata
sull’umanità, per questo il mio lavoro si muove
all’inseguimento di quei sentimenti che, secondo
l’autore, la caratterizzano: la necessità
dell’amore, l’incombenza della morte, la ricerca di
Dio.
All’amore è dedicato lo spazio di un intero
capitolo, ma, nonostante questo, l’argomento è
tanto vasto da sfondare le barriere che gli sono state assegnate per
affiorare anche in luoghi diversi. Per De André, questo
è il sentimento che più condiziona e
contraddistingue, ad esempio, l’esistenza di una donna. Non
solo, dunque, l’amore cantato tradizionalmente tra
l’uomo e la sua compagna ma anche l’amore in
quell’accezione che è retaggio esclusivo del mondo
femminile. Quel moto dell’anima che si incarna nella figura
della madre e in quella della prostituta, facce opposte di una medesima
medaglia a protezione della quale sono chiamate due immagini
“mitiche”, da una parte Maria, madre di
Gesù, e dall’altra Bocca di Rosa.
Nell’argomento rientrano anche tópos classici
quali la separazione forzata degli amanti, molto spesso causata dalla
guerra, e la riflessione sull’amore che tenta di sorprendere
e abbattere le barriere temporali.
A questo punto dell’analisi, il tema d’amore
è già inevitabilmente annodato
all’indagine sulla morte. Questo binomio, che tanta parte
della nostra letteratura si è trovata ad affrontare, ritorna
all’interno del canzoniere deandreiano con una forza
difficilmente stimabile. Ecco perché il mio studio si snoda
lungo quella linea di confine che continuamente oscilla tra il trionfo
della vita, realizzato nell’amore, e il trionfo della morte.
Vittoria, quest’ultima, alla quale il cantautore non riesce
ad arrendersi facilmente, e che porta al suo interno i germi della
tensione religiosa riscontrata lungo tutta la sua opera e a cui
l’ultima parte dello studio è dedicata.
|
L'AUTORE:
Lisa Tibaldi, è
nata a Piacenza nel 1978. Studiosa della canzone e di Fabrizio De
André in particolare, al quale ha dedicato molti anni di lavoro
e approfondimenti.
|
|
|