Manni
La neoavanguardia italiana
di Renato Barilli
€ 18,00  pp. 312
(studi)  978-88-8176-961-2
novità: ottobre 2007
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IL LIBRO:
Dalla nascita del Verri alla fine di “Quindici”

Il presente volume è opera fondamentale per chi voglia acquisire una conoscenza approfondita del fenomeno ormai saldamente iscritto nella storia letteraria e culturale del nostro Paese come Gruppo 63 o Neoavanguardia, o anche, come qui indicato, seconda ondata nell’intero svolgersi del Novecento.
La validità del testo nasce dal fatto che esso è steso da un testimone diretto di quegli avvenimenti, che dunque li ha vissuti sulla propria pelle, trovandosi così in grado di ricostruirli, inevitabilmente secondo un proprio punto di vista, ma con sincero sforzo di indicare anche le posizioni alternative assunte di volta in volta dai compagni di via. Il volume si presenta articolato in tre contenitori di massima, che seguono le vicende del Gruppo sui tre fronti essenziali della poesia, della narrativa e del dibattito critico, ma all’interno di queste sezioni esso si vale di un andamento cronologico, dalle prime manifestazioni alle ultime e più mature, mentre un quarto capitolo indaga sulle varie ragioni che hanno portato allo scioglimento del Gruppo, in concomitanza con la svolta del 68.
                                                                                                                                                                              
L’AUTORE:
Renato Barilli è nato nel 1935 a Bologna dove vive e ha insegnato a lungo Fenomenologia degli stili presso il corso DAMS di quell’Università. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, si sono rivolti sia alla critica d’arte che a quella letteraria. In quest’ultimo campo si possono ricordare Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna (Bompiani 2003), e inoltre studi monografici su Pascoli, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Kafka, Robbe-Grillet. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Feronia per la critica militante.