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| Marcos
y Marcos |
| Termine di un viaggio di servizio |
| di Heinrich Böll |
| €
15,00, pp. 256 |
| (Alianti)
978-88-7168-479-6 |
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IL LIBRO:
Prima ancora dell’atrocità della guerra, il giovane Georg
Gruhl, durante il periodo di leva, soffre “il nulla assoluto, il
perenne girare a vuoto” della vita militare. Con un gesto
liberatorio, lanciando una sfida, dà fuoco a una jeep, al
termine di un viaggio di servizio.
Il processo che si celebra contro di lui, nella pretura di un
sonnacchioso paesotto della Renania, rispecchia un unico intento:
minimizzare. “Altrove, in alto loco”, si è deciso
così: depistare la stampa, evitare ogni pubblicità,
assorbire quel gesto come una semplice, innocua intemperanza. Privarlo,
così, di valore. Nell’aula “muffosa” della
pretura di Birglar, gli echi delle strategie militariste, di una
politica economica “spietata e inesorabile”, si stemperano
nei rapporti di buon vicinato, nelle piccole beghe paesane, nel profumo
di torte appena sfornate nella cucina dell’usciere giudiziario.
Personaggi variegati sfilano in udienza, magistralmente ritratti attraverso il loro modo di parlare, di vedere la vita.
Si ride e si sorride, seguendo manovre più o meno implicite,
debolezze, piccole connivenze, in un romanzo che ha l’andamento
ironico e serrato di una commedia. Ma attenzione, ci avverte Böll:
“questo romanzo è un cioccolatino esplosivo”. Con il
suo stile dolce e tagliente, uno dei massimi scrittori del Novecento
affonda la lama nei meccanismi subdoli del potere
“democratico”, dove una tolleranza di facciata nasconde una
manipolazione ancora più radicale e invincibile rispetto alle
imposizioni frontali della dittatura. Mentre il suo sguardo coglie, con
tenerezza e profonda compassione, la fragilità eroica di ogni
esistenza.
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L'AUTORE:
Heinrich Böll
(1917-1985) è l'autore tedesco più popolare del
dopoguerra. Visse per la maggior parte della sua vita a Colonia. Nelle
prime opere descrisse la guerra, la falsità dei suoi valori e
gli anni anni difficili del primo dopoguerra. Böll era un
cattolico intransigente, antimilitarista, pacifista, radicalmente
democratico. Tutta la sua narrativa è incentrata sui temi civili
della denuncia e della lotta contro un sistema tedesco-occidentale che
sotto la facciata liberale nascondeva, secondo l'autore, una vocazione
autoritaria. Nel 1972 Heinrich Böll ricevette il Premio Nobel per
la letteratura. Oltre al riconoscimento della sua opera letteraria
voleva essere anche un simbolo di riconciliazione con la letteratura
tedesca.
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