Marcos y Marcos
Un'ultima stagione da esordienti
di Cristiano Cavina
€ 14,00, pp. 222
(Alianti) 88-7168-447-8
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IL LIBRO:
Erano tredicenni d’assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa.
Il Dio del Calcio era il loro dio.
E il Mister il suo profeta.
L’estate macinavano polvere nel campetto di ghiaia.
Appuntamento alle sette del mattino per la prima partita, e avanti fino a sera.
Stava per cominciare la terza media, ma è solo un dettaglio.
Era il calendario delle partite a scandire le tappe di un’avventura.
Sprofondavano nella Bassa, sotto un cielo esagerato, circondati da milioni di peschi.
Si inerpicavano tra i monti, su campetti gelati, in fondo a tornanti interminabili.
Per scardinare squadre di geometri ben pettinati, che li disorientavano con finte, passaggi di prima e triangoli di perfezione assoluta.
Per sopravvivere agli attacchi di Elliot il Drago, che aveva le cosce di Rummenigge, e quando cambiava passo staccava le zolle di terra dal campo.
Scortati dalla Regina dello Sterrato, il furgoncino di George Balducci e una testa di cinghiale imbalsamata.
Un tunnel che porta dritto a Borgo Ghibellino, una filiale dell’inferno. In una finale epica, dove ci si gioca il campionato e molto di più.
Era il calcio che giocavano allora.
Bruciava nel loro sguardo, e li faceva uscire dagli spogliatoi con i borsoni in spalla, fieri come i paracadutisti.
Narrando, come sempre, di quello che sa, di quello che ha vissuto, Cristiano Cavina ci regala una galoppata in un anno di campionato di calcio provinciale.
Alla fine delle scuole medie, quando tutto sta per cambiare, prima che le cose comincino a farsi troppo serie, una squadra di tredicenni scatenati vive la meraviglia dell'abbandono, della sfida, dello spirito di squadra.

L'AUTORE:
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in "un appartamento striminzito" delle case popolari: si traveste da pirata a carnevale, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri e chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti dei vecchi, sviluppa una passione viscerale per le storie: i libri diventano presto la sua seconda casa.
Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, attraversa incolume gli anni bui e comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; il racconto Il Babbo Natale di Viale Neri arriva prima compare nell’antologia Il quarto re magio, edita da Marcos y Marcos nel 2002, accanto ad autori come Heinrich Böll, Pier Paolo Pasolini e Vittorio Tondelli. Pochi mesi dopo esce Alla grande. Bastiano Casaccia, detto Bla, ha undici anni, è simpatico e pieno di energia, e sogna di costruire un sommergibile per recuperare un tesoro in fondo al lago. Ma una rabbia sorda di tanto in tanto lo schiaccia, facendolo sentire "come un sasso scagliato contro una bella vetrata. I problemi vengono dopo". Grazie all’accoglienza molto favorevole della critica, e all’entusiasmo dei librai, Alla grande ha toccato da vicino moltissimi lettori. Dall’uscita del romanzo a oggi, Cristiano non ha mai smesso di ricevere inviti da scuole, circoli di lettura, festival letterari e librerie, conquistando il pubblico con la sua forte carica umana. Sbarca il lunario sfornando pizze molto buone e corre a scrivere appena può. Nel paese di Tolintesàc mantiene la freschezza del primo romanzo e offre una prospettiva ancora più vasta, più generale.
Una mamma innamorata della campagna, che concepisce suo figlio per opera del sole e del grano. Uno zio turbolento, un po’ ladro e un po’ eroe, specializzato in scomparse e riapparizioni.
Una zia corteggiatissima, raffinata e cagionevole, che si attira il malocchio. Un nonno capace di mille travestimenti.
Mitologia comica e sognante di una stirpe contadina, dell’Italia più autentica, nelle parole di una nonna che fino alla morte non smette di raccontare. E di un nipote che raccoglie il testimone, travolto da tanta ricchezza. Per non perdere la memoria, per salvare ciò che veramente importa.